Davide Pivetti - Immagini Intro
 
 

Quelli che... non ti cestinano
27.07.10

Sei pagine sul magazine fotografico "The Trip" (40 mila copie distribuite a Roma, Milano e New York) per raccontare in foto e parole il ritorno di mio padre in Tunisia dopo 46 anni. Un diario nordafricano scelto dalla redazione del magazine per la sua edizione cartacea. 
Quella online: www.thetripmag.com
Tre video selezionati da Google Earth come unica illustrazione videoslide (almeno per ora) di tre località ben distribuite sul pianeta: la nostra Rovereto, la desertica Ksar Ghilane (Erg tunisino) e la verde Venecia (col suo colibrì colombiano). 
I video: www.youtube.com/user/Dadepivas
Altra carta. Quella del formato 10x15 con il quale il Centro Formazione Solidarietà Internazionale di Trento ha stampato 1500 copie della cartolina che celebra il forum italo-colombiano in corso in questi giorni. Cinque soggetti per illustrare, nei pochi centimetri disponibili, una terra dai mille volti e ancor più colori.
Il sito: www.tcic.eu


Quattro per quattro
07.06.10

Tre continenti, tre dimensioni umane lontanissime tra loro, raccontate in quattro tagli (del nastro) in quattro mesi. Ad aprile, grazie alla Casa per la Pace Alto Garda, le immagini del reportage "Gaza Camp" sono state in mostra prima a Riva e poi ad Arco. In entrambe le occasioni ad accogliere i visitatori c'erano le volontarie dell'associazione "Donne Islamiche", con tutto quello che può rendere una mostra fotografica ancor più appetitosa: the e dolci prima di tutto.
Altra città altro tema. A Bolzano, assieme al Movimento per la Vita del capoluogo altoatesino, "Bambini senza lacrime" ha compiuto la sua ottava tappa italiana.
Ora tocca a Rovereto, con un'iniziativa estemporanea proposta dall'associazione latino-americana "Mi Gente" in occasione del festival "MamboTango": il 19 giugno nel parco Ferrari, lo stand espositivo del festival ospiterà "Rostros mas allà del mar", cioè una raccolta di ritratti e figure colombiane: da Medellin alla zona cafetera dell'Antioquia, da Santa Fe a Cartagena, fino ai tipi da spiaggia del delirio tropicale a San Andres. Finalmente colori. Raccontare la Colombia senza sarebbe impossibile.


Con Pino Ninfa per i bambini di Aleimar
03.01.10

Un mito come Pino Ninfa racconta, con uno scatto di inarrivabile bellezza, l'Etiopia. Virginia Cucchi, precoce talento della fotografia taliana, replica con la sua Malaysia. Ma nel cofanetto edito da Aleimar, con dodici autori italiani, ci sono anche due scatti provenienti al sito davidepivetti.it. La bambina sul cannone a St.Augustine (Florida) e la piccola sul collectivo al Terminal di Medellin (Colombia). Foto del 2008 scelte per un progetto - "Bambini per bambini" - all'insegna della solidarietà, assieme a quelle di autori assai più noti. l gruppo Aleimar si occupa in tutta Italia di adozioni a distanza (4 mila quelle in atto) e progetti di sviluppo. Ha sede in Lombardia e ha pensato a questo cofanetto - realizzato con il patrocinio della città di Melzo e del Credito Artigiano lombardo - per "dar voce ai ambini che ogni giorno cerchiamo di aiutare". 
Gli autori scelti per il progetto: Bruno Appiani, Sergio Aveta, Marco Bottani, Lanfranco Colombo, Virginia Cucchi, Andrea Messaggeri, Pino Ninfa, Marco Piccinetti, Salvatore Pipia, Davide Pivetti, Sergio Tonfi, Franco Maria Viganò.

La videopresentazione su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=Y0IJxw4zyOA


Gaza Camp, in contemporanea a Modena e Riva
11.11.09

Può anche succedere che un'idea resti tale per due anni. Nasca, cresca, si esaurisca. Rinasca all'improvviso e fiorisca oltre le aspettative. E' il caso di "Gaza Camp", il reportage breve dedicato ai profughi palestinesi in Giordania. La voglia di farne una piccola mostra - nonostante la natura "rubata" delle immagini e quindi la loro imperfezione - l'ho cullata a lungo di ritorno da quella terra mediorientale. E' rimasta tale fino a poche settimane fa, quando la Casa della pace dell'Alto Garda da un lato e il Centro Studi Muratori di Modena dall'altro, mi hanno chiesto quasi contemporaneamente di resuscitare l'idea e farne un'agile esposizione. Anzi due, visto che il fato vuole che le due iniziative espositive siano perfettamente sovrapponibili. 
Così dal 28 novembre la galleria d'arte modenese ospiterà il reportage in prima assoluta, ben presto seguita dallo stand della Casa della Pace che ne farà un'occasione di riflessione e sensibilizzazione durante la popolare fiera di Sant'Andrea, il 30 novembre. "Gaza Camp" sarà così presente in contemporanea in Trentino ed in Emilia. Dopo due anni di hard disk. 

Le immagini del 2007 in reportage. 
La videopresentazione sul canale di Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=QSI3nKnonlo


Dall'Atlante all'Atlantico
20.09.09 

Un benvenuto così non ci capiterà più. Gli archibugi al cielo, i cavalli immobili e nobili, i musici che accompagnano imbarazzati passi sul tappeto rosso. Sotto la tenda araba l'ospitalità marocchina non è più leggenda. Né lo possono essere le curve dell'Atlante, la polvere di stelle ad Ait Benhaddou, la rabbia dei gabbiani ad Essaouira. Le mura rosso sangue di Marrakech non la difendono dai nuovi invasori, ma danno alla globalizzazione un retrogusto d'argan. Il Marocco non delude. Dall'Atlante all'Atlantico fa dono dei suoi immutati colori. E ti obbliga a tornare. Sarà la quarta volta.
La raccolta in gallery. 


Cinque Terre e Golfo di Napoli
17.05.09 

E' lo stesso mare ma ha riflessi così diversi. Vorace e violento, verticale e severo quello che flagella le Cinque Terre, le rinchiude in una dimensione isolana, strette come sono tra i flutti e la vertigine dei terrazzamenti. Isole non isole, che vivono di una fugace estate e di un romanticismo pittorico ancora autentico nonostante i borghi dei pescatori siano oggi, soprattutto, borghi di ristoratori, locandieri, albergatori.
Mare invece che abbraccia, sorride, accarezza in un sole sincero anche in novembre, nel Golfo di Napoli. La città di Partenope si sente capitale caotica e mediterranea di una regione-golfo che celebra i suoi Faraglioni e non sa nascondere l'abbandono dell'immensa periferia. I rifiuti non ci sono più, babbà e pizza napoletana ci saranno sempre.
Le "Cinque Terre" e il "Golfo di Napoli", due raccolte brevi in gallery


"Gelo in endovena" vince il "Furore dei libri"
27.03.09 

Ho provato a mettere in prosa le immagini del reportage dedicato ai bimbi della clinica pediatrica Rdkb di Mosca. Un racconto breve presentato all'ultima edizione del concorso letterario indetto da "Il Furore dei libri" e dedicato esplicitamente al Natale russo. Righe di fantasia per un'emozione vera, ancora attuale nonostante siano passati ormai quattro anni. La giuria del concorso ha attribuito a "Il gelo in endovena" il primo premio assoluto. Il racconto, dopo gli interventi del sindaco di Rovereto e della presidente de "Il Furore", è stato letto al pubblico da Patrizia Belli. Sarà pubblicato sul sito de "Il Furore": www.ilfuroredeilibri.org  


Tre capitali
12.03.09 

Tre città che hanno molto da dire a chi ama viaggiare ed a chi ama la fotografia. Vissute in altrettanti "balzi" spaziotemporali: qualche giorno a Parigi, due albe a Praga, poche ore per Madrid. Tre capitali molto diverse tra loro, ma che insieme disegnano il profilo di un continente, l'Europa, che sarà anche Vecchio ma non stanca mai. Che sarà stravissuto ma ti sa sempre sorprendere. Luoghi da gustare, nelle forme e nella rifrazione della luce, ma anche nei sapori e negli incontri che raramente l'immagine può narrare. Parigi, Praga, Madrid. Insieme in una galleria (con tre capitoli distinti) che raccoglie suggestioni d'occasione: quelle concesse dal tempo (nel bivalente senso del termine) a chi non sa star fermo. Ancora.
Tre raccolte brevi nella galleria "Tre capitali"


"Fossoli Camp" ad Isera per la "Giornata della memoria"
25.01.09 

Il concetto di memoria mi è sempre stato caro. Memoria visiva. Memoria documentativa. Lettere che si inseguono. E raccontano. Ma raccontare l'immensa tragedia della Shoah è cosa al di fuori delle possibilità di chi non ha vissuto sulla propria pelle quell'assurdità. A chi è venuto dopo - per sua fortuna - resta il dovere di ricordare, senza celebrare. Di assimilare, senza assuefarsi. Un onore contribuire, quest'anno, alla "Giornata della memoria". Nel mio piccolo, con la più minuta tra le mie raccolte, un contributo a quel dovere generazionale.
"Fossoli Camp" apre proprio martedì 27 gennaio, alle 10.30, la sua terza tappa. Nell'aula magna del centro scolastico di Isera un allestimento sobrio e dedicato prima di tutto ai ragazzi delle scuole. E poi a chiunque vorrà vedere. La mostra, patrocinata dall'assessorato all'istruzione di Mario Cossali, resterà visitabile fino al 31 gennaio.
La raccolta completa delle immagini in reportages.


"Bambini senza lacrime" ad Ascoli Piceno
19.12.08 

La settima volta di "Bambini senza lacrime" è ad Ascoli Piceno, nella sala mostre di Palazzo Tornasacco, sede della provincia ascolana. Il reportage dedicato ai bimbi di Mosca e alla loro quotidiana lotta per la vita ha trovato ospitalità in questa elegante location immersa nel bianco travertino marchigiano.  Città viva e partecipante, come ha dimostrato l'insolita folla al buffet inaugurale. Città dove anche la politica ancora riesce ad interessarsi delle "piccole" cose, come dimostra la presenza alla vernice del presidente della Provincia di Ascoli Massimo Rossi.
La mostra resta aperta fino al 7 gennaio. Le immagini in reportages.


Grand Erg Orientale
16.10.08 

Prima o poi arrivi dove non ha più senso andare. Dal muro di cinta del minuscolo (e cinematografico) Forte Francese di Es Sabria il Grand Erg Orientale non è più un orizzonte, un mito o una meta. E' ogni cosa. Le dune divorano le piste, assediano il villaggio. La Tunisia finisce qui. E per farti arrivare fin qui il più piccolo e completo dei paesi del Nord Africa ti regala mille e una suggestioni africane. Genti troglodite e carovane sahariane. Medine dimenticate e oasi ombrose e urbanizzate. L'ospitalità e la miseria insieme: il ristorante è presto inventato quando passa lo straniero. Al quale si fa posto per tifare insieme nel garage calcistico. Triangoli immobili nel golfo di Gabes. Soluzioni binarie nei cromatismi di Sidi Bou Said. Ma il Café de Nattes non è più quello di una volta. Gli artisti del maghreb ormai si incontrano su Skype.
Da Tunisi al Grand Erg nell'ultimo aggiornamento delle galleries.


"Fossoli" a Modena
04.10.08 

Nata quasi per caso cinque mesi fa, "Fossoli Camp" approda oggi alla sua seconda inaugurazione. Dopo l'esordio trentino, ospite del "Verso Libero", la piccola mostra documentativa dedicata al Campo di raccolta e smistamento nazista di Fossoli (a Carpi di Modena) viene da oggi riproposta proprio in quella terra che vive quel campo, ancora sessant'anni dopo, come una vergogna collettiva e una ferita mai rimarginata. "Fossoli Camp" - 16 tavole digitali in bianconero con tratteggi cromatici - rappresenta la rassegna di punta nel mese di ottobre al Centro Studi "Ludovico Muratori", istituzione culturale storica del centro città. Fino al 21 è visitabile ad ingresso libero in via Castel Maraldo (laterale della Via Emilia).
Le 16 immagini in mostra, più altri 4 scatti inediti, nei reportages.


L'America
23.07.08 

Il capo chino, lo sguardo attento e vivo. Avrà vent'anni. Osserva centinaia di facce identiche e diverse dalla sua. Quelle degli immigrati approdati ad Ellis Island. E' lei l'immagine dell'America. Somma di razze e culture che dalla Florida a New York si riconoscono in una bandiera, un ideale patriottico, una storia recente e celebrata ad ogni occasione. Minuscola porta per un continente sconfinato. Che regala estremi incompatibili (la selva tropicale della Florida, quella di cemento e acciaio di Manhattan) e terre di mezzo interminabili. Praterie e lagune concedono all'uomo solo piccoli punti sulla mappa degli Stati Uniti: St.Augustine, Fernandina Beach, Savannah, Wilmington. La provincia americana.
L'America dei simboli, che ci sono stati imposti e conosciamo. L'America che non accetta il compromesso. Ciò che non è piccolo è gigante. Il gigantismo male (e comfort) diffuso: nei motori, nelle strade, nelle case, negli spazi, nei volumi antropomorfi.
L'US95 sale lungo l'East Coast, attraversa la calda Georgia, North e South Carolina, conduce nell'aristocratica Virginia, accarezza Maryland, Delaware, New Jersey, introduce Washington e ti accompagna fino a New York. Dove tutto muta. L'infinito orizzontale si fa rigore verticale. Milioni di passi svelti su strade che non hanno un nome. Milioni di luci riflettono l'orgoglio superstite dell'Empire. Milioni di anime leniscono il vuoto di Ground Zero. Eccentrica Time Square, ansiosa Wall Street. Brooklyn Bridge racconta una metropoli che sta invecchiando. Che stira le sue rughe. E vuole liscio il viso come la Statua della Libertà. Come lei che sarà l'America di domani e cerca nelle foto quella di ieri. 
Le immagini nelle gallery tematiche.


Fossoli Camp
22.05.08

«E venne la notte, e fu tale, che si conobbe che occhi umani non avrebbero dovuto assistervi e sopravvivere. Tutti sentirono questo: nessuno dei guardiani, né italiani né tedeschi, ebbe animo di venire a vedere che cosa fanno gli uomini quando sanno di dover morire.
Ognuno si congedò dalla vita nel modo che più gli si addiceva. Alcuni pregarono, altri bevvero oltre misura, altri si inebriarono di nefanda ultima passione. Ma le madri vegliarono a preparare con dolce cura il cibo per il viaggio, e lavarono i bambini, e fecero i bagagli, e all'alba i fili spinati erano pieni di biancheria infantile stesa al vento ad asciugare; e non dimenticarono le fasce, e i giocattoli, e i cuscini, e le cento piccole cose che esse ben sanno, e di cui i bambini hanno in ogni caso bisogno. Non fareste anche voi altrettanto? Se dovessero uccidervi domani col vostro bambino, voi non gli dareste oggi da mangiare?
Con l'assurda precisione a cui avremmo più tardi dovuto abituarci, i tedeschi fecero l'appello. Alla fine - Wieviel Stück? - domandò il maresciallo; e il caporale salutò di scatto, e rispose che i "pezzi" erano seicentocinquanta, e che tutto era in ordine; allora ci caricarono sui torpedoni e ci portarono alla stazione di Carpi».
Del campo di concentramento di Fossoli (44° 49' N, 10° 54' E), pochi chilometri da Carpi, nel modenese, oggi rimangono solo poche baracche devastate dal tempo, un centro visitatori semplice ma toccante e queste righe atroci di Primo Levi, che così ha raccontato il buio dell'ultima notte prima della deportazione. Una notte lunga, fatta di fuochi lontani, di leggende divenute assurda realtà, di follia che fa dell'uomo lo spettro di se stesso. Chi può lo visiti. L'orizzontalità del luogo accentua la polarità del dolore. La rigogliosa natura che sta divorando la memoria non sia metafora vegetale di una coscienza già inerbita.
In reportages.


L'Alumetal e la Luna 
22.04.08

Il canale è vuoto. Forse un tempo ci passavano i vagoni. La luce della Luna non basta ad indicare la strada. Ma è sufficiente per disegnare nella notte le architetture del gigante sopito. Dentro non c'è nessuno. Tranne i fantasmi siderurgici di ciò che è stato. L'ex Alumetal nel buio. Nave di cemento. Ponte traballante. Riflessi argentei tra fregi sepolti. Balze sospese sull'acqua, che lenta divora, dal basso e dall'alto, l'immenso relitto. Non tornerà mai più in superficie. Non sarà altro che il rudere di se stesso. L'uomo l'ha creato troppo grande, per farsene qualcosa. L'itinerario lunare nella galleria "Segni del tempo". 


Milano val bene due multe... 
13.12.07

La sala sembrava immensa. E forse lo era. Per questo ciò che prima stava su carta è ora finito su forex cinque millimetri. Trasparenti i ganci, tagli rifiniti, perché altrimenti a Milano non si espone. Cinquanta metri lineari nel foyer del Teatro San Fedele, mezza via tra piazza Duomo e La Scala. Più centro di così, a Milano, non si può. Più "grande" di così un reportage di appena trenta immagini non può diventare.
In galleria, dal 4 al 23 dicembre, tornano quei bambini che sorridono. Molto più di noi che abbiamo molti meno guai. Tornano e sorridono, questa volta, alla bella borghesia milanese, che di quel teatro storico, centralissimo, fa un punto di ritrovo cinque giorni alla settimana, due volte al giorno. Dieci tra spettacoli, incontri, seminari. E lì fuori, tra il cemento e il bianco degli intonaci, quelle immagini. Le vedranno migliaia di persone. Qualcuno si domanderà perché sono lì, qualcun altro cercherà di capirlo. L'associazione per la quale le ho scattate forse avrà nuovi soci, nuove offerte, nuovi scatoloni da mandare a Mosca. Di sicuro ha avuto nuova visibilità: "La Repubblica", "Il Sole 24 Ore", "L'Avvenire", "Pressrelease", siti internet e blog milanesi ne hanno parlato. E così i nostri giornali trentini. Dopo Roma, Messina, Modena, Rovereto e Piombino la prova della piazza più difficile. Dove emergere tra mille richiami, appuntamenti e vernici (otto quel giorno) non è affatto semplice. Come semplice non è arrivare in piazza Meda per allestirla, la mostra, sfuggendo alle telecamerine milanesi. Ma Milano val bene due multe...


Gaza Camp
22.10.07

Oltre il pesante cancello la guardia imbraccia un M16. Il caricatore è inserito. Sul muro la Giordania è dipinta come la somma di tre mani che si stringono: una verde, una bianca, una nera. L'altoparlante ricorda a tutti che il Ramadam sta per finire, dall'alto del minareto di Gaza Camp.
A pochi chilometri da Jerash, appena oltre il confine con i Territori Occupati, i profughi della Striscia di Gaza hanno trovato rifugio in un campo nato negli anni Cinquanta e divenuto, piano piano, una vera città. Alle tende si sono sostituiti prima i prefabbricati e poi le case in muratura. Povere case, cresciute una sull'altra. Nei vicoli scorrono a cielo aperto acque inguardabili. Tra i tetti più bassi si ripete, ogni giorno, il rito del mercato: sopravvivenza, scambio, lavoro. Ai margini del campo - che oggi ospita 16 mila persone - c'è la sede (chiusa) dell'Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unrwa). Il permesso ministeriale per scattare nel campo non è arrivato in tempo e soprattutto non riguarda Gaza Camp, ma il più grande campo di Baq'a. Così è nato questo piccolo reportage clandestino, non a caso realizzato ad altezza di bambino. Immagini alle quali poi si sono aggiunge quelle meno sofferte scattate nel campo di Wehdat, vicino ad Amman. Le une e le altre ritraggono la realtà dei profughi palestinesi in Giordania: 1 milione e 700 mila persone, il 33% della popolazione del Regno. Pochissimi, tra loro, credono ancora di poter tornare.
In reportages.


La terza volta
18.08.07

Sono passati più di quattro anni da quando la prima versione di questo sito è andata online. Era il 7 aprile 2003 e partiva quel giorno il primo "Avviso ai naviganti". Molti altri ne sono seguiti, ogni volta segnalando una raccolta nuova di immagini da condividere, una diversa impostazione del sito, la nuova grafica del portale. Questa volta c'è questo e c'è altro. Più semplice l'aspetto del sito, rivoluzionata la sua costruzione, sottoposte ad una selezione dolorosa (per chi le ha scattate) le fotografie. Troppe erano le immagini. Ormai fine a se stessa era la suddivisione geografica. Se l'astronave terra è una non aveva senso dividerla proprio qui, nel piccolo sito di un suo accanito ammiratore.
E allora eccola la versione 3.0 (direbbero gli informatici) di questo portale. Le immagini sono state sensibilmente ridotte, nonostante l'inserimento degli ultimi scatti ad Istanbul, in Scozia, in Sicilia e a Siena. E divise per aree tematiche, seguendo uno schema che potrà essere modificato in futuro. Proprio questo - cioè la flessibilità - è l'arma in più di questa terza edizione del sito. Perché grazie alla tecnologia HT-Nuke, applicata su queste pagine dalla web-agency KORGAN.IT, il sito potrà essere aggiornato in tempo reale e quindi più di frequente. I naviganti sono avvisati... 


Canon Academy, Ed Kashi e Bruno Stevens
17.06.07

L'immagine da brividi è scattata in Iraq, nel deserto. Bruno Stevens ha portato il suo 28 millimetri ad un passo da quel corpo carbonizzato. Il braccio ancora appoggiato al finestrino, come se il fuoco non fosse mai passato di lì, come se quella mina non fosse mai esplosa. E' la guerra, con i suoi orrori e i suoi testimoni. "Il migliore zoom? - dice sorridendo questo belga trapiantato in America - ne avete addirittura due: zoom right and zoom left!" dice tirandosi una manata sulla gamba destra e poi su quella sinistra. Lui è sbarcato a Beirut mentre cadevano le prime bombe, e quattro tra i più grandi giornali del mondo lo hanno chiamato per avere le sue foto. Ha dell'incredibile che abbia trovato il tempo e lo spirito per chiudersi tre giorni in un albergo di Siena ad insegnarci qualcosa.
Ed Kashi è un buon padre di famiglia. Innamorato della sua splendida moglie e dei pargoli. Ma anche lui non sa resistere al richiamo della cronaca: la raffica di 13 mila scatti, musicati e animati, che ci ha mostrato nel suo slideshow resta la cosa più entusiasmante di quei tre giorni da fotografi veri. Anche la lingua non è un ostacolo quando si ha di fronte due mostri sacri come loro. Basta un gesto, un'espressione. Il mio minuscolo portfolio? "It's great!" han detto i due all'unisono. Contenti loro...


Un quarto di secolo
12.03.07

Sarebbe bello - ma succede a pochi - conservare la fantasia e la capacità di stupirsi tipiche delle età ad una cifra. Invece la vita ci insegna l'opposto, ci costringe a razionalizzare, a misurare, a catalogare. Quando si è bambini vediamo cose che gli adulti non vedono. Esperienze minuscole eppure gigantesche. E' passato un quarto di secolo da quando fantasticavo con le piastrelle nere e bianche di un bagno che non è più il mio. Brevi minuti prima di uscire di casa, verso una campanella di scuola, che bastavano ad inventarsi storie, avventure, a riconoscere in quelle macchie indefinite i protagonisti dei miei risvegli. Tra una lavatrice e uno scendibagno comparivano la nave dei vichinghi, l'aereo del kamikaze, il salto elastico del delfino, lo sguardo duro del grifone, il vecchio carro armato. E immagini più forti come l'inquisizione divina, il miracolo della vita. Tutto questo ho ritrovato, 25 anni dopo, tra un'altra lavatrice e un altro scendibagno. Loro, le immagini, erano ancora lì, identiche ad allora. Così è nata "Bath Ground - La stanza delle idee perdute" : 16 tavole, realizzate con le ortofoto digitali (dal satellitare... al domestico) che rappresentano l'imprevisto esordio nella "fotografia fantastica". Coraggiosi gli amici del Centro Studi "Ludovico Muratori", vera istituzione nell'arte contemporanea in Emilia Romagna, ad accettare l'esperimento. Dal 17 marzo all'11 aprile, in via Castel Maraldo (laterale della centralissima via Emilia) ad ingresso libero.


Reportages
15.02.07

Le immagini dovrebbero essere le assolute protagoniste in un sito come questo. Se unite alle parole le fotografie possono però assumere un significato ancora più pregnante. E' quanto ho tentato di fare nella rivisitazione della sezione Reportages.
Il dramma immenso della clinica pediatrica di Mosca, lo spettacolo sanguinoso e discusso della Corrida des Novillos a Zaragoza, la passione di otto ragazzi della periferia di Tirana che vogliono farcela senza emigrare. Tre storie, tre documenti fatti di parole ed immagini per questo primo aggiornamento del 2007.
Non solo. On line anche la raccolta di immagini dedicate all'Albania e quelle già a disposizione da qualche settimana dedicate a Bari ed Otranto.
A breve la già generosa raccolta di immagini siciliane verrà nuovamente aggiornata: in arrivo i colori irripetibili di Linosa e Lampedusa, i silenzi di Punta Secca, le architetture barocche del ragusano, il profilo inconfondibile dello Stretto.
Infine il viaggio in Nord Africa: a breve saranno disponibili gli scatti realizzati nei suq di Marrakech e tra i pescatori di Essouria. Buona navigazione... 


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Di tanto in tanto ho la fortuna di poter raccontare a chi mi legge su carta le cose che ho visto fin qui. Nella sezione testi. >>>